Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Battista Guarini [1538 - 1612]

Rime [1663]
Madrigali
CXLI
Fede, Speranza, Carità. Dialogo.

FEDE
Canti terreni amori
chi terreno ha il pensier, terreno il zelo;
noi celesti virtù cantiam del cielo.

CARITÀ
Ma chi fia che n’ascolti?
Fuggirà i nostri accenti orecchia piena
de le lusinghe di mortal sirena.

SPERANZA
Cantiam pur, ché raccolti
saran ben in virtù di chi li move;
e suoneran nel ciel, se non altrove.

FEDE, SPERANZA, CARITÀ
Spirane, dunque, eterno Padre, il canto
che già fêsti al gran cantor ebreo,
che poi tant’alto feo
sonar la gloria del tuo nome santo.

CARITÀ, FEDE
Noi siam al ciel rapite,
e pur lo star in terra è nostra cura,
a ricondur a Dio l’alme smarrite.

FEDE, SPERANZA
Così facciamo, e ’n questa valle oscura
l’una sia scorta al sol de l’intelletto,
l’altra sostegno al vacillante affetto.

CARITÀ
E com’è senz’amor l’anima viva?

SPERANZA, FEDE
Come stemprata cetra,
che suona sì, ma di concento priva.

CARITÀ, SPERANZA
Amor è quel ch’ogni gran dono impetra.

FEDE
Ma tempo è che le genti
odan l’alta virtù de’ nostri accenti.

FEDE, SPERANZA, CARITÀ
O mondo, ecco la via:
chi vuol salir al ciel, creda, ami, speri.
O felici pensieri
di chi per far in Dio santa armonia,
e per ogn’altro suon l’anima ha sorda,
FEDE, SPERANZA, e CARITATE accorda.
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