Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Battista Guarini [1538 - 1612]

Rime [1663]
Sonetti di diversi all’autore
IV
Del clarissimo signor Francesco Bembo, nobile veneziano. Al qual si risponde con quello che comincia: Come quel sacro cigno, onde s’apriva.

   Qual ergerai, Ferrara unica e diva,
simulacro dovuto al gran Guarino,
che col raro intelletto e pellegrino
t’adorna, il mondo illustra e al ciel l’arriva?
   Chi giamai scrisse, ed or chi fia che scriva,
a paragon di lui scrittor divino?
A lui, ch’è un novo Apollo, a lui m’inchino,
da cui sì dolce plettro ognor deriva.
   Questi col suo valor s’è fatto donno
d’ogni alto spirto di virtute amico,
ch’in voce e in carte ognor l’essalta e onora.
   Ma quali rime a pien lodar lo ponno,
s’ogni effetto d’onor, moderno o antico,
picciol sarebbe ai suoi gran merti ancora?




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