Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Battista Guarini [1538 - 1612]

Rime [1663]
Sonetti
CVII
Riprende l’anima che le celesti cose lasci per le terrene.

   O più d’altrui che di te stessa amante,
alma, ch’immonda vivi e pura nasci,
cui dietro al senso, onde t’ingombri e fasci,
Morte in forma d’Amor move le piante,
   se di beltà se’ ingorda, ecco di quante
stelle il ciel ti s’adorna, in lui ti pasci.
Ah, che gioia lassù verace lasci,
per seguir di piacer falso sembiante.
   Dunque tu scorgi l’ombre e ’l sol non miri?
E se ’n duo cerchi angusti Amor può tanto,
che fia tra quegli immensi eterni giri
   per cui si poggia? ove ’l corporeo manto
non fa cieco il veder, torti i desiri,
dov’è gloria l’amar, non guerra o pianto?




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