Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Battista Guarini [1538 - 1612]

Rime [1663]
Sonetti
LXXXV
In morte di donna Giulia della Rovere estense, madre del duca Cesare.

   De la gran quercia che ’l Metauro adombra,
là dove al mar nobil tributo rende,
quel ramo, ond’oggi il Po squallido scende,
svelto ha colei che tutto adegua e sgombra.
   Anzi traslato al ciel, dove con l’ombra,
che d’ogni luce più serena splende,
copre i beati. E dove i raggi stende,
di luminosa ecclisse il sol s’ingombra.
   A che dunque dolersi, egri mortali?
Quant’è men vivo agli occhi nostri, tanto
più di noi vive, e con pietoso zelo
   grida: — Cessate, anime care, il pianto;
ché se le frondi ebb’io caduche e frali,
le mie salde radici eran nel cielo.




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