Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Battista Guarini [1538 - 1612]

Rime [1663]
Sonetti
LXXXI
In lode d’un’opera geometrica di Ottaviano Fabri.

   Quel saggio, a cui fu lieve ogni gran pondo,
che ’n Siracusa ebbe la tomba e ’l nido,
a cui mancò (se ’l ver ne porta il grido)
per mover questo mondo un altro mondo,
   s’or vedesse d’ingegno alto e profondo
breve ordigno, ma grande a l’opra e fido,
dar legge a monte, a valle, a piaggia, a lido,
e penetrar de l’oceàno il fondo,
   diria: — Ti cedo; e s’a l’eterea parte
rivolto avessi il tuo gran senno, o Fabri,
per te già fôra annoverato ogn’astro.
   Saran gli scritti tuoi norma de l’arte,
come se’ tu de’ più famosi fabri
l’unico fabro e d’Archimede il mastro.




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