Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Battista Guarini [1538 - 1612]

Rime [1663]
Sonetti
LXXX
Nella legazione di Alessandro cardinale Sforza nell’Umbria.

   I’ vissi un tempo in servitute e ’n forza
di stuol profano e di man’empie e ladre;
e fatt’er’io, che fui de l’Umbria madre,
di pianta sì feconda arida scorza.
   Quand’ecco un santo fólgore, ch’ammorza
l’insano ardir de le rubelle squadre,
mi punge e sana, in un vindice e padre
pietoso e quando sferza e quando SFORZA.
   Vero Alessandro, altri il tuo nome eterni
con bronzi e marmi; io no, ch’opre celesti
fregio mortale indegnamente onora.
   Quando tu questi cor sanasti, alora
a te li consecrasti, a te gli ergesti
di vera gloria simulacri eterni.




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