Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Marcantonio Arlotto [? - XVII sec.]

Da “Raccolta di sonetti d’autori diversi ed eccellenti dell’età nostra” [1623]

[L’offerta.]

   In cima a quegli altissimi dirupi,
ove sol fra latebre e ripostigli
stanzan veloci damme, ingordi lupi,
sals’io l’altr’ier, non senza aspri perigli.
   E poi che nulla v’è che ’l guardo occùpi,
vidi scherzar fra teneri vincigli,
d’alto mirando giù ne’ fondi cupi,
due vezzosetti e timidi conigli.
   Ratto calaimi da la balza alpestre
e rannichiato e quatto ambi pigliai,
giuntili tra i ginebri e le ginestre.
   A te, Nisa, gli serbo, ed anco avrai
da me più vaga fera e men silvestre,
se men fera e selvaggia a me sarai.




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