Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Agostino Augustini [? - XVII sec.]

Da “Sonetti morali” [1669]
VII
All’uomo, che si spaventa al concetto di morte.

   Non esca a questo ciel chi de la Morte
impallidisce a le vicende estreme;
il Fato agricoltor cresciuto il seme
di nostra umanità, gli cangia sorte.
   Perché rinovi e più bel frutto apporte,
dopo brieve stagion lo colca e preme;
colui che di marcir ne l’alma teme,
da tronca vite il proprio ben riporte.
   Questa gl’impari al provido cultore
che lo sotterra, onde più bel rinverde:
di non portare il sen tocco d’errore.
   Tralcio non sano nel terren si perde;
che s’avrà mondo da peccati il core,
eternerà de la sua vita il verde.

2: impalidisse > impallidisce.





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