Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Agostino Augustini [? - XVII sec.]

Da “Sonetti morali” [1669]
VI
Essorta l’amico a non perdersi d’animo in una malagevole impresa.

   Non t’arrechi viltà l’umìl contezza
ch’hai di te stesso; se a l’ingegno accorri,
arte da questo avrai, avrai finezza
d’accecar gl’Arghi e da schernir gl’Ettorri.
   Picciolo è il fabro, e pur sua picciolezza
fa con l’Olimpo gareggiar le torri;
se la tua mente a specular s’avvezza,
con Dedalo del par l’aria trascorri.
   Febo securo nel più eccelso loco
non si vede da l’uom, mentre da terra
s’erge Prometeo ad involargli il foco.
   L’ardire umano ogn’aspro intoppo atterra,
se i figli de la terra ebbero a gioco
d’alzar montagne e con gli dèi far guerra.

1: t’arrecchi > t’arrechi. 11: foro > foco. 12: inttopo > intoppo.





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