Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Agostino Augustini [? - XVII sec.]

Da “Sonetti morali” [1669]
V
All’artefice inventore d’un orologio che camina con l’acqua.

   Lascia d’unire al tempo onda fugace
artefice ingegnoso; il piè spedito
pur troppo ebbe costui; non ha l’ardito
uopo d’aiuto per turbar mia pace.
   Se un lungo giro de l’età ti piace,
sia da l’opera tua l’umor bandito;
questo vascel ch’hai di metallo ordito,
riempia a pro de l’uom piombo tenace.
   Ché se con pigro piede al grave appese
camminan l’ore, l’anima felice
molto godrà de le terrene imprese.
   Ma — Sciocco, — odo l’artefice che dice —
— la tua clepsidra è in ciel; qui l’ore accese
a l’arte mia di ritardar non lice.




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