Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Agostino Augustini [? - XVII sec.]

Da “Sonetti morali” [1669]
II
L’uomo figura dell’orologio che batte l’ore.

   Orologio è il mortal: sfera l’ingegno,
son le ruote fugaci i vari sensi,
l’intelletto è la fune, a cui propensi
pendono i pesi de l’uman disegno;
   negl’occhi ha il tempo; giunto l’ora al segno,
far l’ofizio di squilla al labro attiensi;
mirabile lavor! fra studi immensi
de l’eterno Fattor, questi è ’l più degno.
   E bene ebbe il gran Dio l’opera a core;
che tal l’ordio perché con moto eterno
ripigliasse nel cielo a batter l’ore.
   Ma l’uom, che di ragion sprezza il governo,
per un piacer, ch’a pena nato more,
orologio si fa del cieco Averno.

[Argomento]: orologgio > orologio. La forma geminata compare soltanto in questo sonetto. 1, 14: orologgio > orologio. 2: ruotte > ruote.





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