Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Antonio Fortini [? - XVII sec.]

Da “Raccolta di sonetti d’autori diversi ed eccellenti dell’età nostra” [1623]
VII
In lontananza.

   Che fate, anima mia, cor mio, che fate,
or che ’l vostro fedel v’è sì lontano?
Che fa quel sen per cui sospiro in vano?
Sente egli mai del mio dolor pietate?
   Che fa quel viso, ov’è tanta beltate?
Rivedrollo pur io placido, umano?
Che fa la bella e delicata mano?
Serba pur ella a me le gioie usate?
   — Sì sì — risponde, e non m’inganna, Amore.
Et io: — Se questo è ver, voglio morire
pria che mai dare ad altra donna il core;
   né bramo d’altro sen cibo al desire,
né cerco d’altro viso ésca a l’ardore,
né spero d’altra man premio al martìre.




5




10




poesialirica.it - gennaio 2008 - Ideazione e realizzazione a cura di admin@poesialirica.it