Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Antonio Fortini [? - XVII sec.]

Da “Raccolta di sonetti d’autori diversi ed eccellenti dell’età nostra” [1623]
III
Costanza d’amante e crudeltà d’amata.

   — Allor non t’amerò, Marinda bella, —
dicea dolente un pescator su ’l lido
— quando in quest’acque abbia la cerva il nido
o l’umide alghe in mar pasca l’agnella;
   allor non t’amerò quando rubella
fugga Alcione il suo Ceice fido,
o che ’l perso nocchier dal legno infido
più non si volga a rimirar sua stella.
   Ma tu, crudel, non m’ami, e, nel cor fera,
m’ascolti e ridi, et esser godi intanto
più che ’l mar cruda e più che scoglio altera.
   Ah, se ’l mar e gli scogli ami cotanto,
ecco un scoglio son io di fé sincera,
ecco vers’io dagli occhi un mar di pianto.




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