Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Filippo Marcheselli [1625 - 1658]

Da “I cigni del Rubicone” [1673]
II
[All’ancella.]

   Docile ancella che mia fé verace
animasti di speme e di consiglio
e del linguaggio onde parlommi un ciglio
fosti interprete pia, cifra sagace,
   or che colei de l’invecchiata face
spense ogn’ardore e al mio peggior periglio
diede a’ suoi sguardi dal mio cor l’essiglio,
per non mirarmi in sen piaga vorace,
   dille ch’eterno stral non sazia mai un core,
che se medico sdegno il sen mi tange,
d’un’ingrata beltà rido al rigore.
   L’Astrea di Cipro a un cor che avvinto piange,
se fu innocente in criminal d’Amore,
apre al fin la prigione e i ceppi frange.




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