Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Lorenzo Casaburi Urries [? - XVII sec.]

Da “Le quattro stagioni” [1669]
XIII
Contro l’ipocrisia.

   Clizia, che ’l sole hai di mirar costume,
ma stai fissa nel suol d’impuri affetti;
Iri, ch’all’occhio alto tesor prometti,
ma stringerti la man invan presume;
   cigno, che polpe hai nere e bianche piume;
serpe, che nel lambir di tòsco infetti;
polpo ch’a naufragargli abbracci i petti;
mar, ch’hai rigidi scogli in molli spume;
   lampo, ch’offri splendori e tuoni hai tratti;
usignuol, ch’hai bei canti e forze inferme;
talpa, che cieca i fondamenti abbatti;
   remora, ch’i’ navigli arresti inerme;
ape, che gli aghi in ala d’oro appiatti;
lucciola, ch’astro assembri e pur sei verme.




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