Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Lorenzo Casaburi Urries [? - XVII sec.]

Da “Le quattro stagioni” [1669]
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A giovane che fa molti diversi su la corda.

   Lunghi voli, alti scherzi, erta salita
tu formando in un laccio al ciel disteso,
stupido lo stupor mira sospeso
quanto possa dell’uom la mente ardita.
   Non vanti più la sua colomba Archita,
or che rapido il volo ha l’uomo appreso;
né sia Dedalo teco a gara acceso,
se volante senz’ali oggi t’addita.
   Già de’ canapi tuoi gli occulti ponti
fatt’han per gelosia Giove di ghiaccio,
ché ’n grembo a Giuno a tuo piacer sormonti;
   e più che de’ Tifei teme il tuo braccio,
poiché, se quei non v’arrivar co’ monti,
tu su l’etra poggiar puoi con un laccio.




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