Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Lorenzo Casaburi Urries [? - XVII sec.]

Da “Le quattro stagioni” [1669]
V
Consolo bella donna, che si lagna che non le segna l’ore un orologio d’oro che tiene nel petto.

   Frena, o bella, il dolor, se ’l veglio alato
sta nel tuo grembo in vasel d’oro immoto;
ch’invaghito di te, priega devoto
la deità del tuo sembiante amato.
   O s’arrestò perché ’l tuo bel furato
non gli sia dell’età dal dente ignoto,
o per aver da’ tuoi begli occhi il moto,
s’è da sue rote a più bei giri alzato.
   Forse del ciglio allo ’nfiammato lume,
forse del seno all’animato gelo,
il suo piè s’agghiacciò, s’arser le piume;
   o del tuo petto in sul celeste velo
d’agitarsi nel corso invan presume,
perché correr non puote il tempo in cielo.




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