Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Cesare Abbelli [? - 1683]

Da “Raccolta di sonetti d’autori diversi ed eccellenti dell’età nostra” [1623]
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Amante che va di notte.

   Quando spuntar de l’oceano fuori
veggio la notte e scintillar le stelle,
giro tacito il piè, scorto da quelle
lampadi amiche a’ fortunati amori.
   Certo non è ch’in que’ profondi orrori,
gli occhi rivolti al cielo, i’ non favelle:
— Qual di voi, faci luminose e belle,
infuse in questo sen fatali ardori? —
   E del ciel vagheggiando i fregi d’oro,
— Chi sa — dico fra me — ch’ancor non giri
gli occhi lassù colei ch’in terra onoro? —
   Così con nova idolatria ne’ giri
del cielo il bel di quel sembiante adoro,
favellando tra lor gli occhi e i sospiri.




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