Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Antonino Galeani [? - XVII sec.]

Da “Raccolta di sonetti d’autori diversi ed eccellenti dell’età nostra” [1623]
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Rimprovera alla sua ninfa l’amore d’un cittadino.

   Lilla, i’ mel veggio, il cittadino Aminta
più che a’ suoi campi a tue bellezze attende,
e la tua fama et il mio core offende;
e pur lo stringi, seco al ballo accinta.
   Tu ’l neghi? e che dirai se sei convinta?
Su la man che tu prendi e che ti prende,
chi non vede restar, se ben v’attende,
la stampa a’ diti et a pallor dipinta?
   Ahi, fai rosse le gote, e ’l ciglio hai basso.
Perché rossor la guancia, allor, non veste?
perch’a lui, come a me, non sei di sasso?
   Se tra le belle sei, sia tra le oneste;
ché villanella al cittadino è spasso,
ma ’l cittadino a villanella è peste.

1: veggo > veggio.





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