Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Alfonso Antonini [1584 - 1657]

Da “Rime” [1615]
CXXXVII
Tromba matutina.

   Come a me, che pur or, lasso, dormiva,
svegliatrice di Marte e de l’Aurora
invola il sonno inanzi l’alba ancora
la matutina tromba intempestiva?
   E del riposo placido mi priva,
ch’una stilla di Lete agli occhi fôra,
per scior dai lumi tormentati ogni ora
una fontana lagrimosa e viva.
   Non ferir, non turbar più l’aria bruna,
tromba crudel, che incontra te, per noi,
congiurerà la Musa e la Fortuna.
   Desterò la mia cetra e i tuoni tuoi;
e s’a me tu sarai tromba importuna,
tromba al mondo sarò de’ biasmi tuoi.




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