Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Alfonso Antonini [1584 - 1657]

Da “Rime” [1615]
XCIX
Arcieri tartari.

   Sì fiero scocca e rabido saetta
l’insidioso arcier di Boristene,
e manda ingordo entro a le nostre vene
a dissetar la rapida saetta;
   né ferro al suo ferir di tempra eletta
giova per schermo o ’l suo furor sostiene,
e tosto attosca, e si distende e tiene,
il sangue e ’l cor la volatrice infetta,
   ch’io giurerei che te maestro, apprese
de le saette, Amor, l’orribil arte,
ai nostri danni or fulminate e spese;
   s’egli è pur ver ch’abbia le piume stese
sì nobil nume in così strania parte,
tra sì inospita gente e sì scortese.




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