Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Alfonso Antonini [1584 - 1657]

Da “Rime” [1615]
CXXXIII
La batteria.

   Da cento bocche, onde tonando esala
sulfurea vampa, il Barbaro ne batte,
perché da le ruine intorno fatte
a la nostra ruina erga la scala.
   Già si squarcian le mura, e cade e cala
la terra in falde al precipizio tratte;
e da le faccie labili e disfatte
stassi il fellon già per salire in ala.
   Ma non curo, o tem’io, l’impeto strano;
ché dove Amor vittorioso alberga,
Marte si mostra ingiurioso in vano.
   Tu, per cui tiene Amor la regal verga,
vibra i begli occhi; e fie che ’l Trace insano
fulminato ruini e si disperga.




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