Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Alfonso Antonini [1584 - 1657]

Da “Rime” [1615]
XCV
Nel medesimo soggetto.

   A piè di questo fulminato pino
fulminato destrier giace sepolto.
Taccio il corso terrestre: il pregio ha tolto
spesso ne l’acque al nuotator delfino.
   L’ardito, il bello, l’agile Aquilino,
che mai star non solea, qui stassi accolto;
e ’l secco tronco di sue glorie scolto
ha compagno di loco e di destino.
   Fu mostro, se ne l’aria i salti sciolse,
o rotando talor rapido al morso
in giri velocissimi si volse.
   Mentre in pugna m’avea su ’l nobil dorso,
il fulmine di Marte a l’aure il tolse,
che no ’l giungea, se ’l ritrovava in corso.




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