Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Alfonso Antonini [1584 - 1657]

Da “Rime” [1615]
LXXII
Narra gli effetti d’una bella vedova in persona d’un pastore.

   Quando talora in questi poggi torna,
e splende dal suo lucido orizonte,
l’aria rischiara e ’l mondo infiamma e ’l monte
la bella Notte, ond’al mio cor s’aggiorna.
   E quanto la bell’empia in lor soggiorna,
tanto verdeggia in lor l’ombrosa fronte.
Piove il ciel manna e corre latte il fonte,
e di novo monil Flora s’adorna.
   Ma se da questa piaggia erma e romita
fugge la fuggitiva, il ciel giocondo
perde la luce e l’aria č scolorita.
   Langue il fior, more l’erba, arido il fondo
mostra il ruscello, e resta a la partita
de la vedova mia vedovo il mondo.




5




10




poesialirica.it - gennaio 2008 - Ideazione e realizzazione a cura di admin@poesialirica.it