Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Alfonso Antonini [1584 - 1657]

Da “Rime” [1615]
CXVIII
Aretusa.

   Per la ruvida via rapida e lève
la nuotatrice vergine correa,
e di sanguigno umor tutto spargea
del bel piè nudo la trafitta neve.
   E ’l veglio Alfeo, benché stillante e greve,
ratto seguendo il verde suol premea.
Già la ninfa anelante egra gemea,
ed era il dio per arrivarla in breve;
   quando, sciolte le membra in liquid’onda,
cangiossi in fonte, e penetrò l’interno
de la terra e del mar, perché s’asconda.
   Alfeo dolente a l’improviso scherno
stillossi anch’egli, e per la via profonda
seguir volle il suo ciel fin ne l’inferno.




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