Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Alfonso Antonini [1584 - 1657]

Da “Rime” [1615]
CXVI
Amoroso diletto in persona d’un pastore.

   Su la sponda d’un lago
limpido e cristallino
notturno amante, e solitario vago,
attendea la sua ninfa il buon Lucrino.
E la celeste imago
de lo stellato manto
sedea mirando entr’a quell’onde intanto.
   Eran l’onde tranquille;
e nel ceruleo lembo
tutte vòlte, giacer le stelle in stille
parean de lo spalmato umido grembo.
Le celesti pupille
del bel sereno aspetto
parean dormir nel paludoso letto.
   Parea che la pittrice
de la notturna scena
avesse pinta l’umida pendice
col pennello che ’l ciel minia e serena.
L’onda riflettitrice
parea che nel bel velo
rendesse un’Eco luminosa al cielo.
   Ne l’onda immota e tersa
si vedeva ridente
specchiarsi in giù da la contrada aversa
la famiglia del ciel ricca e lucente,
e ne l’umor conversa
de l’onde cristalline
ornarsi il volto e pettinarsi il crine.
   Col suo consiglio il viso
componeva, abbelliva.
Col suo parer lo sfavillar del riso
vezzosamente raffrenando apriva.
Così con muto aviso
la notturna assemblea,
consigliera del ciel, l’onda facea.
   Ed ecco un’aura, un fiato
forse d’amico nume
spirando il moto al suo tranquillo stato
cresce beltate e le raddoppia il lume;
e fuor d’ogni costume
nel mobile cristallo
incomincian le stelle un vario ballo.
   Sen van l’onde saltando
pargolette e leggiere,
e le carole lubriche menando
rapide a groppi a groppi, a schiere a schiere;
e, la danza serrando,
fanno concento a l’onde
d’armonico fragor le rauche sponde.
   Così ballan le stelle
al carolar de’ flutti.
Danza l’Orsa d’Arcadia e ’l Monton d’Elle,
e Chiron con Alcide, e gli altri tutti;
e fra l’altre facelle
per la volubil stanza
Venere lucida tremula danza.
   Contemplava il pastore
le meste pompe e i giochi,
e confusi scherzar quasi d’Amore
col lago il cielo e con quell’onde i fochi;
e nel lucente umore,
come per gara anch’esso,
atteggiar e scherzar vedea se stesso.
   Scintillavan ne l’onda,
balenavan lascivi
gli occhi del pastorel sotto la sponda,
di desiro e d’amore avidi e vivi,
viva brama profonda
di Venere spiranti,
e di lascivia tremuli stillanti.
   Quando la ninfa amata
per la piaggia solinga,
la ninfa desiata et aspettata,
dietro gli giunse tacita e guardinga.
E, da presso fermata,
al pastor soprafatto
sovra gli stette sorridendo in atto.
   Come ’l garzone amante
mirò splender nel fondo
de l’idolo suo caro il bel sembiante,
e, fatta immota, del ceruleo mondo
fermar l’onda stagnante,
e, fatte immote anch’elle,
sol del gran paragon tremar le stelle;
   chi può contar la gioia
del core inamorato?
Quasi è cagion che di dolcezza moia
l’improvisa beltà ch’egli ha mirato.
Ma pien d’orror, di noia,
da l’affetto deluso,
scorgendola là giù resta confuso.
   Desioso e pietoso
si sface e si distrugge,
e misto di singulti un suon doglioso
da le sue labra mormorando fugge:
— Ahi tristo, ahimè penoso,
come apparir ti piacque?
T’attesi in terra, e ti trovai ne l’acque.
   O cara, del cor mio
riposo insieme e male,
tormentoso martìr, solo desio,
de le stelle, del ciel bella rivale;
sei da l’umido dio
tu predata e rapita?
Sì sì m’accenni; ahi, mia perduta vita.
   Ma non godrà contento
di furto sì leggiadro,
di così ricca preda in mio tormento,
lo stillante rapace, il nudo ladro.
Verrò (ché non pavento)
inamorato audace
a turbar il suo regno e la sua pace.
   Ecco che me ne vegno,
Aglauro; e già non fia
ch’i’ deggia là ne l’omicida regno
temer la morte, ov’è la mia vita. —
Così, privo d’ingegno,
nel campo umido e molle
volea precipitarsi il garzon folle.
   Ma de l’error suo doppio
la bella ninfa rise,
sì che, converso a l’amoroso scoppio,
ne la vera beltà le luci fise.
Ciò che di grande accoppio,
ciò che dir si potrebbe,
tutto cede al piacer ch’alora egli ebbe.
   Lanciossi al caro collo,
sì che nel suolo erboso
trasse la ninfa il grave peso, il crollo.
Quivi il desio famelico amoroso
per far in lei satollo,
vòlto a gioie novelle,
fe’ che la ninfa vagheggiò le stelle.




5




10




15




20




25




30




35




40




45




50




55




60




65




70




75




80




85




90




95




100




105




110




115




120




125




130



poesialirica.it - gennaio 2008 - Ideazione e realizzazione a cura di admin@poesialirica.it