Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Alfonso Antonini [1584 - 1657]

Da “Rime” [1615]
XCIV
In morte del signor Stefano Bellegno.

   O qual pegno ne togli? o qual n’apporti
doglia e ruina intempestiva e dura?
come offendi virtute, e la natura,
ahi troppo viva a’ nostri danni, o Morte?
   Ecco le guancie impallidite e smorte
del gran BELLEGNO anzi l’età matura.
Così l’orecchie ai nostri preghi indura
il sordo cielo e la spietata sorte.
   Qual giovinetta pianta i rami eguali
ergea co’ monti, e i ricchi fior mostrava
di beltate e d’odor più che mortali,
   cadde agli Euri di Morte alor che dava
più nobil speme. Ahi quanti frutti e quali,
lasso, di sì BEL LEGNO Adria sperava.




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