Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Alfonso Antonini [1584 - 1657]

Da “Rime” [1615]
XCIII
La presa di Marte e di Venere.

   Presso lo speco ove tonando geme
al suon d’incude la montagna etnea,
giacean lo dio de l’armi e Citerea,
da l’invisibil rete avinti insieme.
   Corso ogni dio da le magion supreme,
al leggiadro spettacolo godea,
mentre sospira l’amorosa dea
e ’l torvo prigionier ruggendo freme.
   Quando Mercurio a liberar si volse
gl’ignudi amanti, e lentamente appresso
con man lasciva i forti nodi sciolse;
   ma nel mirar, nel toccar sì spesso
l’ignuda diva, un tanto incendio accolse,
che, disciogliendo altrui, legò se stesso.




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