Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Alfonso Antonini [1584 - 1657]

Da “Rime” [1615]
LXXXVIII
Nel medesimo soggetto.

   — Dagl’iperborei alberghi, ove lo Scita
arde gl’incensi ai miei pomposi altari,
vengo a temprar del cor gl’incendi amari
al vivo sol degli occhi tuoi, mia vita.
   Infelice compenso e scarsa aita
al mio foco, al mio mal, che non ha pari;
e per lei pur, varcando i monti e i mari,
dal mio speco regal faccio partita.
   Ma tu, gelida il seno e non curante,
contra le fiamme e l’amoroso telo
il cor t’armi di ghiaccio e di diamante. —
   Così dicea pien d’infiammato zelo
de la bella Orizia l’orrido amante,
e si dolea del gel l’autor del gelo.




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