Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Alfonso Antonini [1584 - 1657]

Da “Rime” [1615]
LXXXVI
Borea.

   Sovra gli attici alberghi un dì fermato
tra le nubi del ciel, d’Amor fremea,
e rivolto al suo ben così dicea,
anzi così ruggia, Borea infiammato:
   — Volgi, deh volgi al mio penoso stato
le belle luci, o mia vezzosa dea,
e scorgerai di fiamma orrida e rea
arder (chi ’l crederia?) Borea gelato.
   Io, che, cinto di nembi e di procelle,
spirando faccio al Sole oltraggio e scorno,
arso e vinto restai da le tue stelle.
   Ma se ’l mondo per me s’agghiaccia intorno,
come potrò quel ghiaccio aspro e ribelle,
lasso, disfar, ch’hai nel bel seno adorno?




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