Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Alfonso Antonini [1584 - 1657]

Da “Rime” [1615]
LXXXIII
Rossignolo rassomigliato a se medesimo.

   Querulo rossignuol, che tutto ’l die
l’aria di canto flebile saetti,
ed è che sì la vipera t’alletti,
che, lei seguendo, la salute oblie.
   Io, che col canto ogni or le fiamme mie
misero sfogo, e i miei selvaggi affetti,
e d’una fera vipera disdetti
seguo i vestigi, e le fallaci vie,
   quanto, augellino garrulo, gentile,
colpa d’Amor, che mio tiran divenne,
son di stato e d’affetto a te simìle?
   E, perché più t’adegui, egli, che fênne
de la vita e de’ dì pari lo stile,
tante pene mi dà, quant’hai tu penne.




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