Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Alfonso Antonini [1584 - 1657]

Da “Rime” [1615]
LXXVII
Insegna pietà.

   Chi non sa come il ciel si sdegna e tuona
incontro i ribellanti empi mortali,
oda di Tebe i miserandi annali
e le pene di Tracia e d’Elicona.
   Da le arene di Flegra ancor risuona
l’alta ruina degli eterni strali,
e va membrando ancor gli antichi mali
la tessitrice altera di Meona.
   Così s’impari a riverir le stelle,
e non si chiami più l’etereo telo
a ricondur qua giù pene novelle;
   ché ben ha folto inanzi gli occhi il velo
chi, tra le umane torbide procelle,
folle presume insuperbir col cielo.




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