Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Alfonso Antonini [1584 - 1657]

Da “Rime” [1615]
LXXV
Moribondo d’amore.

   Poiché il tormento del mio cor profondo
a pietà non ti mosse, o cor spietato,
da che nel ricco carcere legato
fu del tuo crine inanellato e biondo,
   movati il fine almeno; eccomi al fondo
de le miserie, oimè, precipitato.
È propinquo il mio fin; mirami in stato
per te, crudel, languido e moribondo.
   Trovino almen queste mie pene ardenti,
poiché del viver mio son l’ore corte,
prima pietà negli ultimi lamenti.
   Quanto fie cara aventurosa sorte,
s’egli avien che nel fin de’ miei tormenti
chi la vita odiò pianga la morte.




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