Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Alfonso Antonini [1584 - 1657]

Da “Rime” [1615]
LXXIV
Pena amorosa.

   Ascoltate i mie crucci e i miei tormenti
maggior de’ vostri, e la mia pena orrenda
i ciechi abissi e i negri alberghi offenda,
cittadine d’Averno, alme dolenti.
   O tartaree spelonche, aure cocenti,
mormorate il mio duol sì che si stenda,
e ’l mio rabido mal per voi s’intenda
là giù tra l’ombre pallide e languenti.
   Udite, udite, e da l’accese arene,
ov’è la doglia , ov’è lo strazio eterno,
imparate dolor da le mie pene.
   Direte poi che non ha fiamme Averno
a par di queste; e, trattane la spene,
voi stimerete un cielo il vostro inferno.




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