Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Alfonso Antonini [1584 - 1657]

Da “Rime” [1615]
LXXIII
Spica d’oro avuta in dono.

   Messaggiero d’Amor, dono cortese,
spica armata di punte aurata e bella,
che vuoi tu dirmi in tua muta favella?
Sei tu nuncia di pace o di contese?
   Cerchi mostrar con che pungenti offese
mi passa il cor la mia crudel rubella?
O ch’altri (ahi no) con più felice stella
di côrmi il frutto insidioso apprese?
   O mi mostra per te la mia nemica
che del mio lungo infruttuoso ardore
pur comincia spuntar la messe amica?
   Ben a ragion del mio penoso amore
aver degg’io la preziosa spica,
s’ebbi di paglia a’ suoi begli occhi il core.




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