Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Alfonso Antonini [1584 - 1657]

Da “Rime” [1615]
LIII
Una dama invita il suo cavaliero dal campo a svernar nel suo seno.

   Or che fatto più scarso il biondo dio
con bilancia di stelle i rai comparte,
torna dal fiero e sanguinoso Marte,
lascia il ferro e le morti, idolo mio.
   Ecco di bianco gel dal verno rio
già l’altiere montagne intorno sparte.
E fia tosto da Borea in ogni parte
convertito in cristallo il fonte e ’l rio.
   A che nei campi il duro verno amaro
trar le vedove notti a l’aure algenti,
o de l’anima mia pegno più caro?
   Fuggi in questo mio sen le nevi e i venti.
Ecco che del mio petto i’ ti preparo
per la fredda stagion le fiamme ardenti.




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