Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Alfonso Antonini [1584 - 1657]

Da “Rime” [1615]
XLIX
A l’acque in cui specchiavasi la sua donna.

   Acque, che in sen l’imagin bella avete
di lei, nel cui bel sen sarei beato,
deh quanto volentier cangerei stato
e d’esser mi torrei quel che voi sète.
   Così forse potrei, come potete,
almen l’ombra abbracciar del volto amato,
dolcemente ingannando il crudo fato,
ch’ha del mio male inestinguibil sete.
   Forse (ahi pensiero) un dì baciar poria
la bellissima bocca, se per gioco
accostasse le labra a l’onda mia.
   Ma che vaneggio? Amor, ch’a poco a poco
folle a fatto mi rendi, e come fia
ch’acqua divenga mai chi tutto è foco?




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