Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Alfonso Antonini [1584 - 1657]

Da “Rime” [1615]
XLII
Calma.

   Or che Teti l’orgoglio in sé ripreme,
e ’l vago venticel dà bando a l’onde,
spianansi i monti, e l’ampie vie profonde
ridon d’amor fin a le piagge estreme,
   seguonsi l’onde tremule supreme,
l’una a l’altra si mischia e si confonde;
e s’una fugge a l’arenose sponde,
la seguace d’Amor sospira e geme.
   Ogni cosa amor spira, e l’onde e l’ôra.
Vedi, timida mia, come lascivo
bacia il vento le vele e ’l mar la prora.
   Tu sola il fuggi; e da te, ch’hailo a schivo,
dove ride ogni cosa e s’inamora,
tra la copia d’amor, d’amor son privo.




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