Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Alfonso Antonini [1584 - 1657]

Da “Rime” [1615]
XXXVIII
Porta invidia ad Alfeo, fiume ne’ suoi amori.

   Per lo cupo sentier, dove la strada
s’aperse già l’inamorato fiume,
entra e s’intana, e con ondose piume
vola d’amor fin ne l’etnea contrada.
   Varcar l’ampie caverne, ov’è che cada
l’onda sonando e si rivolga in spume,
e sotto ’l mare a l’amoroso nume
lève seguir la fuggitiva aggrada.
   Perché non lice, Amor pietoso, ancora
al rio che da questi occhi in copia abonda
penetrar questa terra, ove dimora?
   E da questa prigion per via profonda
passando trarre e risorgendo fuora
verso ’l mio ben la lagrimevol onda?




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