Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Alfonso Antonini [1584 - 1657]

Da “Rime” [1615]
XXXVII
Prigioniero.

   Ahi, con che strani cambi empia Fortuna
rota la spoglia mia lacera e lassa?
Il mio mortale infuriata squassa
con man fellona, e ’l mio sereno imbruna.
   Dal ciel d’Amore, ove le Grazie aduna,
e con gli Amori in schiera egea si spassa,
in un cupo baratro ella m’abbassa
a Stige egual, caliginosa e bruna.
   Volge in lamenti le canore lodi,
e dal languido core in altra parte
mi stringe i lacci e mi circonda i nodi.
   Di bersaglio d’Amor, mi rende ad arte
segno de l’onte barbare e degli odi,
e di servo d’Amor schiavo di Marte.




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