Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Alfonso Antonini [1584 - 1657]

Da “Rime” [1615]
XXXIV
La mina.

   Da la minata tomba, ove sepolta
giacque l’inanimata ésca focosa,
tosto che da la fiamma a tempo ascosa
l’incendievol alma ebbe raccolta,
   crollò la terra, e sopra a l’aria vòlta
l’imposta mole, orrenda e strepitosa,
ne le proprie ruine, ove si posa,
sparsa lasciolla orribilmente accolta.
   Tal ésca chiudo anch’io nel petto, Alcesta,
che da l’ardor de’ tuoi begli occhi accesa
ben moveria ruina empia e funesta.
   Ma dal beato umor che in mia difesa
da’ tuoi baci su ’l cor piove e s’arresta,
inumidita non può farmi offesa.




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