Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Alfonso Antonini [1584 - 1657]

Da “Rime” [1615]
XXV
Fiato fetente.

   O d’una bocca sì vezzosa e bella,
ch’ha le Grazie nel labro, Amor nel riso,
ch’apre coi cari accenti il paradiso,
aura grave e scortese, aura rubella;
   se’ tu forse d’Amor fetida ancella,
che, vinto dal bel crine e dal bel viso,
sfoga lo sdegno, onde restò conquiso,
ne’ tuoi fiati odiosi, invida e fella?
   o ti pos’egli Amor per l’altrui frode,
novello Atlante, ai pomi, ond’io mi sfaccio,
di sì ricco tesor drago custode?
   Deh, s’egli è ver, qual uopo ha di tuo braccio
donna che porta minacciosa e prode
negli occhi il dardo e ne la chioma il laccio?




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