Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Alfonso Antonini [1584 - 1657]

Da “Rime” [1615]
XIX
Il canario.

   Quando la mia nemica al suon di cetra
i lèvi passi al bel canario accinge,
se dolce li raffrena, o li sospinge,
le prime lodi, i primi vanti impetra.
   Se riverente inchina e se s’arretra,
o se passa veloce e ’l moto infinge,
di sì forte stupor gli animi stringe,
che sembra ogni uom d’un’insensata pietra.
   Sì soave la terra a tempo fiede,
che spesso (e mastro è l’amoroso dio)
sembra sonar più che danzar col piede.
   Gioiscon gli occhi inamorati; ed io,
lasso, m’accendo sì, che ne succede
da le piante leggiadre il pianto mio.




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