Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Alfonso Antonini [1584 - 1657]

Da “Rime” [1615]
XVII
Ad una Notte troppo serena.

   O de l’Erebo figlia orrida e bruna,
ma per me troppo chiara, e senza benda,
ben par ch’a prova ogni tua face accenda,
congiurando a turbar la mia fortuna.
   Il tessalico suon, che l’aria imbruna,
d’atro squallor le tue facelle offenda;
e ’l crudel mormorar d’Ecate orrenda
veli la faccia a l’incantata Luna.
   Turbino il tuo seren l’eolie grotte,
stridano le procelle, empia e maligna;
siano i silenzii e le tue paci rotte.
   Tu de’ furti d’Amor madre benigna
pur ti dimandi. Ond’č, spietata Notte,
perch’io t’abbia a provar solo matrigna?




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