Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Alfonso Antonini [1584 - 1657]

Da “Rime” [1615]
XI
Si consiglia con l’Eco.

   — Tra chiusi monti e ne le valli interne,
là dove ha l’Eco il suo sassoso albergo,
mentre i flebili canti al ciel dispergo,
l’aere vo faticando e le caverne.
   Nude falde, imo suol, cime superne,
talor verdeggia in voi l’arido tergo;
ma la mia speme, che ne l’alma albergo,
langue a l’ardor de le mie fiamme eterne.
   Deh, quando fia che ’l suo combusto stecco
frondeggi un giorno, e da sì vari guai
fiorisca il tronco inaridito e secco?
   Ditemi, colli, avrò quel che bramai? —
Così canto, d’Amor piangendo. Ed ecco
l’Eco sent’io che mi risponde: — Mai.




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