Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Francesca Bufalina [? - XVII sec.]

Da “Raccolta di sonetti d’autori diversi ed eccellenti dell’età nostra” [1623]
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Discorre in villa de’ suoi dolori.

   Mentre del Tebro i liquefatti argenti
corron sonanti, e per gli obliqui calli
guizzano i pesci un contro l’altro ardenti,
ché guida amor ne l’acque anco i suoi balli,
   su le rive de’ fior vermigli e gialli,
sparse e d’erbette e degli umor sorgenti,
m’assido, e al suon dei limpidi cristalli
accordo i lagrimosi miei lamenti.
   Tanti pesci non ha questo e quel gorgo,
né tante frondi e fior le sponde amene,
quante lagrime allor dagli occhi sgorgo.
   Tante ’l lito non ha minute arene,
né mover tante foglie ’l vento scorgo,
quante son, lassa me, l’aspre mie pene.

13: tanto > tante.





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