Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Barbara Cavalletta [? - XVII sec.]

Da “Raccolta di sonetti d’autori diversi ed eccellenti dell’età nostra” [1623]
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Morte subita di dotta e bella giovinetta.

   Ciprigna a la beltà, l’Alba al candore
parv’ier Deodala; agli anni Ebe, agli accenti
di Maia il figlio; e parve ai crin splendenti
l’eterno auriga che distingue l’ore.
   Parv’ella anco Diana al casto core,
Palla al senno e Talia parve ai concenti,
Giove a la maestate, e agli occhi ardenti
parve sempre ad ogn’un sbendato Amore.
   Oggi rassembra un marmo; e fia ch’io creda
costei, di pregi a tanti numi eguale,
di Morte (ohimè troppo onorata) preda?
   Qual resti or so, vana beltà mortale,
se avvien che l’alma al suo fattor sen rieda.
O nostra umanità, quanto se’ frale.




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