Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Ridolfo Campeggi [1565 - 1624]

Da “Rime” [1608]
Sonetti
XXXII
Al medesmo.

   MARIN, che con gentil sonora chiave
disserri il suono a noi de l’alte sfere,
che sai placar le più selvaggie fiere
(novello Orfeo) con l’armonia soave,
   Rittien lo stile affettuoso e grave
l’imago de le gioie eterne e vere,
onde l’Eurota su le sponde altere
sì dolce melodia già mai non have.
   Con quei groppi leggiadri Amore il laccio
tende al desio, che fassi a poco a poco
amaro sì, ma volontario impaccio.
   Radolcir l’alme al gran valore è poco;
ché da un volto d’acciar, da un cor di ghiaccio
tu cavaresti ancor lagrime e foco.




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