Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Giacomo d’Aquino [? - XVII sec.]

Da “Rime e prose” [1638]
II
[Il giorno dei morti.]

   Queste pompe di morte e questi odori
d’arabi incensi e queste accese faci
memorie son de’ nostri dì fugaci,
per pianger sempre i già commessi errori.
   Tu che godi fra gli ozi e fra gli amori
le lusinghe del mondo empie e fallaci,
e tra i diletti addormentato giaci,
ami ombre, abbracci vento e siegui orrori.
   Chi un tempo, carco d’amorose prede,
ebbe l’ostro a le guance e l’oro al crine,
deforme arido teschio, ecco, si vede.
   Superbi regi e la vil plebe al fine
poca polve vegg’io sotto il tuo piede,
oppressi e vinti da un medesmo fine.




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