Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Lorenzo Crasso [? - XVII sec.]

Da “Poesie” [1661]
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Bella donna calva.

   Più non ha crine Irene, e tu catene,
medita, o cor, la libertà natia:
di lei ladra Fortuna il crin si tiene,
non vuol ch’altra Fortuna al mondo sia.
   O quanto volentier ceduto avria
Assalone il suo crine oggi al mio bene,
ch’entrambi avrebbon, contro a sorte ria,
egli la vita e la bellezza Irene.
   Né meraviglia è già se tanto amai,
poiché della sua chioma amante al fine,
quasi Mida in amor, l’oro adorai.
   Onde esclamo in mirar l’alte ruine:
Come stringer potrò Fortuna mai
se la Fortuna mia perduto ha il crine?




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